Il sindaco di Milano Pisapia vende villa liberty in Valle Intelvi

18.06.2013
Strutture storiche L’immobile al centro del piano di dismissioni di Palazzo Marino risale ai primi del Novecento. Fu acquistato nel 1934 per 100mila lire La struttura di Cerano era stata assegnata fino all’anno scorso all’ospedale di Garbagnate Vendesi villa liberty in Valle Intelvi. Firmato Giuliano Pisapia. Il sindaco di centrosinistra di Milano intende fare cassa e dismettere una serie di gioielli di famiglia, per far fronte alla crisi sempre più incombente. E parte proprio dal Lario: il difficile bilancio che si prefigura per Palazzo Marino sarà infatti in parte mitigato, si spera, dalla vendita della villa di Cerano d’Intelvi che il Comune di Milano aveva assegnato fino al febbraio dello scorso anno in comodato d’uso gratuito all’azienda ospedaliera “Guido Salvini” di Garbagnate Milanese. «L’amministrazione - spiega una nota di Palazzo Marino - sta approfondendo tutti gli elementi, dal valore di mercato alla presenza di vincoli storico-architettonici, utili alla decisione, che sarà presa nei prossimi mesi, sul destino della proprietà». Il complesso immobiliare intelvese che è destinato a tornare sul mercato risale ai primi anni del secolo scorso ed è composto dalla villa padronale (tre piani con seminterrato per una superficie complessiva di 853 metri quadri), giardino pertinenziale e un piccolo fabbricato separato (un primo piano a uso foresteria e un piano terra destinato al ricovero di automezzi per una superficie di 149 metri quadri). Il Comune di Milano ha acquistato la proprietà nel lontano 1934 per la cifra di 100mila lire (secondo il tasso di rivalutazione calcolato su dati Istat, sarebbero l’equivalente di 211 milioni di lire). Come detto, non è ancora stato stabilito un preciso valore commerciale della villa intelvese di proprietà del Comune di Milano, per la cui definizione andrà tenuto presente anche la difficile situazione che vive in questi ultimi tempi il mercato immobiliare anche per strutture storiche di questo tipo e di questa mole. Va ricordato che fino a febbraio 2012, il complesso intelvese è stato assegnato in comodato d’uso gratuito all’Azienda Ospedaliera “Guido Salvini” di Garbagnate Milanese ed era adibito a casa di riposo, frequentata soprattutto da religiose. Il complesso ha infatti ospitato oltre a suore dell’ospedale di Garbagnate anche suore dell’ospedale Niguarda e del Policlinico di Milano. Dopo la rinuncia da parte della struttura sanitaria alla gestione della struttura e la ripresa in carico da parte del Comune di Milano della villa intelvese, l’immobile è rimasto inutilizzato e ora, causa la crisi economica, è giunta l’ora della dismissione. «La villa è tutto sommato ancora in buone condizioni e bella da vedere - dice al “Corriere di Como” il sindaco di Cerano Intelvi, Oscar Gandola - ha uno stile liberty all’esterno ma non conserva dipinti o stucchi all’interno che ne giustifichino un particolare vincolo. Certo, dopo la vendita necessiterà di adeguamenti strutturali e interventi agli impianti». «Va detto che - prosegue il primo cittadino di Cerano - nella logica del nostro piano di governo del territorio che abbiamo adottato come Comune, prevediamo che l’immobile possa mantenere la sua finalità socio-assistenziale e a questo proposito penso che si possa fare avanti per un eventuale acquisto un acquirente interessato a mantenere tale funzione per la struttura, sia italiano che straniero». L’altra ipotesi potrebbe essere quella alberghiera, in un comparto tuttavia non semplice dal punto di vista finanziario come quello dell’accoglienza turistica. «Nel nostro piano di governo del territorio - commenta il sindaco Gandola - diamo ampia libertà a chi fosse interessato alla villa di Cerano e qualsiasi opportunità per darle un futuro è per noi importante, non siamo chiusi a nessuna ipotesi». In attesa di definirne la destinazione, la giunta di Palazzo Marino ha però già concluso a favore della comunità di Cerano una trattativa in merito a una frazione del comparto immobiliare. Infatti ha deciso di accogliere la richiesta del Comune di Cerano d’Intelvi che quindi potrà utilizzare gratuitamente per sei mesi una parte dell’immobile (il fabbricato annesso alla villa, una piccola portineria) come ricovero per lo scuolabus cittadino.

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